Omega 3: benefici, a cosa servono e come scegliere un integratore
Quando si sceglie un integratore di omega 3, il numero più evidente in etichetta è quasi sempre quello dell’olio di pesce. Ma è anche il dato che può trarre maggiormente in inganno: due prodotti con la stessa quantità di olio possono fornire dosi molto diverse di EPA e DHA.
Per capire davvero a cosa servono gli omega 3 e come scegliere un prodotto sensato, bisogna distinguere tra olio di pesce, omega 3 totali, EPA e DHA. In questa guida vediamo cosa sono, quali funzioni svolgono, dove si trovano, quanto assumerne, quando prenderli e quali elementi valutare in un integratore.
In sintesi
- EPA e DHA sono gli omega 3 marini più rilevanti. Contribuiscono alla normale funzione cardiaca, mentre il DHA sostiene anche la normale funzione cerebrale e la capacità visiva¹ ² ³.
- Per valutare un integratore non basta guardare i milligrammi di olio di pesce: bisogna controllare quanti milligrammi effettivi di EPA e DHA sono presenti in ogni dose.
- Fish Oil Omega 3 Galuja apporta 432 mg di EPA e 288 mg di DHA per softgel, per un totale di 720 mg di omega 3.
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Omega-3: cosa sono e perché vengono definiti acidi grassi essenziali
Gli omega 3 sono una famiglia di acidi grassi polinsaturi. Il termine “polinsaturi” indica che nella loro struttura chimica sono presenti più doppi legami, mentre il numero 3 identifica la posizione del primo doppio legame rispetto all’estremità della molecola chiamata omega.
Vengono definiti acidi grassi essenziali perché l’organismo umano non è in grado di produrre autonomamente l’acido alfa-linolenico, abbreviato in ALA, e deve quindi riceverlo attraverso l’alimentazione.
I principali omega 3 sono:
- ALA, acido alfa-linolenico: è l’omega 3 essenziale presente soprattutto negli alimenti vegetali;
- EPA, acido eicosapentaenoico: è un omega 3 a lunga catena presente soprattutto nel pesce, nell’olio di pesce e in alcune microalghe;
- DHA, acido docosaesaenoico: è un omega 3 a lunga catena particolarmente presente nelle membrane del sistema nervoso e della retina.
L’organismo può trasformare una parte dell’ALA in EPA e successivamente in DHA. Questa conversione, però, è limitata e variabile. Per questo motivo il consumo diretto di EPA e DHA attraverso pesce, olio di pesce o microalghe rappresenta una modalità più immediata per assumerli.
Che differenza c’è tra omega 3, omega 6 e omega 9?
Omega 3, omega 6 e omega 9 appartengono tutti alla famiglia degli acidi grassi insaturi, ma presentano strutture e ruoli differenti. Gli omega 3 e alcuni omega 6 sono essenziali, mentre gli omega 9 possono essere prodotti anche dall’organismo.
Gli omega 6 sono presenti in molti oli vegetali, semi e alimenti trasformati e sono generalmente abbondanti nella dieta occidentale. Gli omega 3, soprattutto EPA e DHA, si trovano invece in un numero più limitato di alimenti. Non è quindi necessario considerare omega 3 e omega 6 come “buoni” e “cattivi”: ciò che conta è inserirli all’interno di un’alimentazione complessivamente equilibrata.
Omega 3: benefici e funzioni di EPA e DHA
Gli omega 3 partecipano a numerosi processi fisiologici. Le funzioni meglio definite riguardano soprattutto cuore, cervello e vista. È però importante distinguere tra il sostegno di una funzione normale e la promessa di prevenire o trattare una patologia.
EPA, DHA e normale funzione cardiaca
EPA e DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca¹. Sono quindi nutrienti direttamente coinvolti nel normale funzionamento del cuore e rappresentano uno dei motivi principali per cui gli omega 3 vengono inseriti nella routine quotidiana.
Una quantità adeguata di EPA e DHA può essere raggiunta attraverso il consumo regolare di pesce oppure mediante un integratore che dichiari chiaramente la quantità effettiva dei due acidi grassi.
DHA e normale funzione cerebrale
Il DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale². È un componente importante delle membrane cellulari del sistema nervoso e partecipa alla normale struttura e attività del cervello.
Una recente meta-analisi di studi clinici randomizzati ha rilevato che l’integrazione di omega 3 può produrre un miglioramento, seppure modesto, della funzione cognitiva negli adulti, con risultati influenzati da dose, durata dell’assunzione e caratteristiche delle persone coinvolte⁸.
Il DHA è quindi uno dei nutrienti più interessanti quando si vuole sostenere il normale funzionamento cerebrale attraverso l’alimentazione e l’integrazione.
DHA e normale capacità visiva
Il DHA contribuisce anche al mantenimento della normale capacità visiva³. È infatti presente in quantità rilevanti nella retina, il tessuto dell’occhio che riceve e trasforma gli stimoli luminosi.
Cuore, cervello e vista non sono quindi tre benefici scollegati, ma aree nelle quali EPA e DHA partecipano al mantenimento della normale fisiologia dell’organismo.
Omega 3 e sviluppo cerebrale
Il DHA è importante anche durante le fasi di sviluppo del sistema nervoso. Per questo motivo viene spesso considerato nell’alimentazione materna, durante la gravidanza e nei primi anni di vita.
Gravidanza, allattamento e integrazione nei bambini richiedono però valutazioni specifiche. Tipo di prodotto e dose devono essere concordati con il ginecologo, il pediatra o un professionista della nutrizione.
Omega 3 e regolazione dei processi infiammatori
EPA e DHA partecipano alla produzione di molecole coinvolte nella modulazione della risposta infiammatoria. È una delle proprietà più interessanti degli omega 3 e uno dei motivi per cui vengono studiati in numerosi ambiti della salute.
Un’ampia meta-analisi di revisioni scientifiche ha rilevato che l’integrazione con omega 3 può contribuire a migliorare diversi marcatori legati all’infiammazione, tra cui proteina C-reattiva, TNF-α e interleuchina-6, in differenti gruppi di adulti⁹.
Questo rende gli omega 3 un supporto nutrizionale interessante per favorire l’equilibrio dei normali processi infiammatori dell’organismo. Dose, durata e risposta possono comunque variare in base alla persona e alla sua condizione di partenza.
Omega 3 e trigliceridi
EPA e DHA contribuiscono al mantenimento di normali livelli di trigliceridi nel sangue⁴. È una delle aree più studiate degli omega 3 e uno dei motivi per cui la quantità effettiva di EPA e DHA conta molto più del semplice peso dell’olio di pesce.
In uno studio clinico controllato condotto su adulti con trigliceridi moderatamente elevati, l’assunzione di 3,4 grammi al giorno di EPA e DHA ha prodotto una riduzione significativa dei trigliceridi⁶.
Una meta-analisi di studi clinici randomizzati ha successivamente osservato una relazione quasi lineare tra la quantità di omega 3 assunta e la variazione dei trigliceridi: all’aumentare della dose di EPA e DHA, la riduzione tendeva a diventare più marcata⁷.
La risposta può cambiare da persona a persona in base ai valori iniziali, all’alimentazione, alla genetica e alle condizioni metaboliche. In presenza di trigliceridi elevati, patologie o terapie farmacologiche, è corretto chiedere al medico quale dose utilizzare e per quanto tempo.
Omega 3 e colesterolo: qual è la differenza?
Trigliceridi e colesterolo sono parametri differenti. Gli omega 3 sono collegati soprattutto al mantenimento di normali livelli di trigliceridi e non devono essere considerati genericamente come integratori destinati al solo controllo del colesterolo.
La risposta del colesterolo totale, dell’LDL e dell’HDL può variare in base al prodotto, alla dose e alla situazione della persona. La meta-analisi di studi clinici randomizzati ha evidenziato un rapporto più lineare e riconoscibile tra assunzione di omega 3 e trigliceridi rispetto agli altri parametri lipidici⁷.
Chi presenta colesterolo o trigliceridi alterati dovrebbe quindi partire dagli esami del sangue e dal confronto con il medico, evitando di considerare tutti i grassi presenti nel sangue come un unico parametro.
Dove si trovano gli omega 3: alimenti, pesce e fonti vegetali
Gli omega 3 possono essere assunti attraverso fonti animali e vegetali. Il tipo di omega 3 fornito, però, cambia in base all’alimento.
Pesci ricchi di EPA e DHA
Le fonti alimentari più ricche di EPA e DHA sono soprattutto i pesci grassi e il pesce azzurro:
- sardine;
- sgombro;
- aringa;
- acciughe;
- salmone;
- trota;
- tonno, con quantità variabili in base alla specie e alla parte consumata.
Il contenuto effettivo può cambiare in base a specie, provenienza, alimentazione dell’animale, stagione e metodo di preparazione. Anche il pesce surgelato può conservare quantità interessanti di omega 3, perché il congelamento non elimina automaticamente EPA e DHA.
Sardine, sgombro, aringhe e acciughe presentano inoltre il vantaggio di essere pesci facilmente inseribili nella dieta e naturalmente ricchi di grassi omega 3.
Fonti vegetali di omega 3
Le principali fonti vegetali apportano soprattutto ALA:
- semi di lino;
- olio di semi di lino;
- semi di chia;
- noci;
- semi di canapa;
- olio di colza;
- alcuni legumi e vegetali, in quantità più contenute.
Semi di lino, semi di chia e noci sono alimenti validi all’interno di una dieta equilibrata, ma non forniscono direttamente le stesse quantità di EPA e DHA presenti nel pesce.
Per chi segue un’alimentazione vegana o non consuma pesce, esistono integratori a base di olio di microalghe. Le microalghe possono fornire direttamente DHA e, in alcune formulazioni, anche EPA.
Frutta, verdura e omega 3
Frutta e verdura comuni non rappresentano generalmente fonti rilevanti di EPA e DHA. Alcuni vegetali apportano piccole quantità di ALA, ma per ottenere un apporto significativo sono più utili semi, frutta secca e oli vegetali selezionati.
Quando si parla di “frutta ricca di omega 3”, il riferimento più corretto è quindi alla frutta secca, soprattutto alle noci, e non alla frutta fresca.
Scopri la formula collegata
Quando può essere utile un integratore di omega 3
L’alimentazione dovrebbe restare la prima fonte di nutrienti. Un integratore di omega 3 può però essere utile quando l’apporto alimentare di EPA e DHA è scarso, discontinuo o difficile da quantificare.
Può essere valutato:
- quando si consuma pesce raramente;
- quando non si gradiscono pesce grasso, sardine o sgombro;
- quando si vuole conoscere con precisione la quantità giornaliera di EPA e DHA;
- quando un medico o un professionista della nutrizione suggerisce un apporto specifico;
- quando si cerca un supporto nutrizionale per la normale funzione cardiaca, cerebrale e visiva;
- quando la dieta è variabile e non garantisce un’assunzione regolare di pesce.
L’integratore non sostituisce il pesce né una dieta varia. Permette però di assumere una quantità definita e ripetibile di EPA e DHA, cosa più difficile da ottenere attraverso alimenti che possono presentare concentrazioni variabili.
Quanto omega 3 assumere al giorno
Non esiste un’unica quantità adatta a qualsiasi persona e a qualsiasi obiettivo. La dose va valutata considerando soprattutto i milligrammi effettivi di EPA e DHA, non il peso complessivo dell’olio di pesce.
- 250 mg al giorno di EPA e DHA: quantità associata alla normale funzione cardiaca¹;
- 250 mg al giorno di DHA: quantità associata alla normale funzione cerebrale e alla normale capacità visiva² ³;
- 2 grammi al giorno di EPA e DHA: quantità associata al mantenimento di normali livelli di trigliceridi nel sangue⁴;
- 3 grammi al giorno di EPA e DHA: quantità associata al mantenimento di una normale pressione sanguigna⁵.
Questi livelli non rappresentano una scala in cui “più è sempre meglio”. La quantità deve essere coerente con lo scopo dell’assunzione. Le dosi più alte, soprattutto se utilizzate per valori ematici alterati o per lunghi periodi, devono essere concordate con il medico.
Anche l’espressione “omega 3 da 1000 mg” può essere poco chiara. Mille milligrammi possono indicare il peso dell’olio di pesce, non necessariamente la quantità di EPA e DHA. Per conoscere la dose reale bisogna leggere separatamente i due valori.
Quando prendere gli omega 3: mattina, sera o durante i pasti?
Gli omega 3 possono essere assunti al mattino o alla sera. Non esiste un orario universalmente migliore. Conta soprattutto la regolarità dell’assunzione.
È preferibile prenderli durante o subito dopo un pasto principale. La presenza di cibo, e in particolare di una quota di grassi, favorisce i normali processi digestivi degli acidi grassi e può migliorare la tollerabilità.
Omega 3 e retrogusto di pesce
Il retrogusto di pesce non dipende soltanto dall’olio utilizzato. La sensibilità individuale, la digestione e il momento dell’assunzione possono influire molto sulla percezione del sapore dopo aver ingerito la softgel.
Assumere gli omega 3 a stomaco vuoto può facilitare la risalita del gusto e le tipiche eruttazioni dal sapore di pesce. Prenderli a stomaco pieno, preferibilmente durante un pasto che contenga anche una piccola quota di grassi, può invece rendere l’assunzione più gradevole e limitare il problema.
Se la dose giornaliera comprende più softgel, può essere utile distribuirle tra pranzo e cena. La scelta tra mattina e sera può quindi essere fatta in base alle proprie abitudini: il momento migliore è quello che permette di assumere il prodotto con costanza e durante un pasto.
Per quanto tempo si possono assumere gli omega 3?
Gli omega 3 possono essere inseriti nella routine quotidiana anche per periodi prolungati, purché vengano rispettate le quantità indicate e il prodotto sia coerente con le esigenze della persona.
Non esiste una durata standard valida per tutti. Chi li utilizza per compensare un consumo ridotto di pesce può inserirli stabilmente nella propria alimentazione. Quando invece vengono utilizzate dosi elevate o l’obiettivo riguarda parametri ematici, durata e quantità devono essere rivalutate con il medico.
L’effetto non va giudicato dopo pochi giorni. L’integrazione modifica gradualmente l’apporto di EPA e DHA e la velocità della risposta dipende dal livello iniziale, dalla dose, dalla dieta e dall’obiettivo considerato.
Come scegliere un buon integratore di omega 3
Due prodotti che riportano entrambi “1000 mg di olio di pesce” possono avere concentrazioni di EPA e DHA molto diverse. La scelta non dovrebbe quindi fermarsi al numero più grande stampato sulla confezione.
1. Controllare EPA e DHA, non soltanto l’olio di pesce
L’olio di pesce contiene EPA, DHA e altri acidi grassi. Il dato più utile per confrontare due integratori è la somma dei milligrammi effettivi di EPA e DHA.
Un prodotto con 1200 mg di olio di pesce e 720 mg di EPA e DHA è più concentrato di un prodotto che contiene la stessa quantità di olio, ma soltanto 300 mg complessivi di EPA e DHA.
2. Verificare la quantità per singola softgel
La concentrazione per capsula incide direttamente sulla praticità. Una softgel concentrata permette di raggiungere una determinata quantità giornaliera utilizzando meno capsule.
Questo rende anche più semplice modulare la dose, perché è possibile capire immediatamente quanto EPA e DHA vengono assunti con una, due o più softgel.
3. Leggere separatamente EPA e DHA
Non basta conoscere gli omega 3 totali. Alcune funzioni dipendono dalla somma di EPA e DHA, mentre il mantenimento della normale funzione cerebrale e della normale capacità visiva è associato specificamente al DHA.
Un’etichetta trasparente dovrebbe quindi indicare quantità di olio di pesce, omega 3 totali, milligrammi di EPA, milligrammi di DHA e quantità per singola capsula e per dose giornaliera.
4. Valutare la concentrazione percentuale
La concentrazione si può comprendere confrontando gli omega 3 totali con la quantità complessiva di olio. Un olio che fornisce 720 mg di omega 3 su 1200 mg totali presenta una concentrazione del 60%.
Questo dato non stabilisce da solo la qualità assoluta di un prodotto, ma aiuta a capire quanto della softgel sia effettivamente costituito dagli omega 3 cercati.
5. Considerare qualità, ossidazione e tracciabilità
Gli acidi grassi polinsaturi sono sensibili all’ossidazione. È quindi utile scegliere prodotti accompagnati da specifiche tecniche chiare, realizzati secondo standard produttivi controllati e con materie prime tracciabili.
Tra i parametri utilizzati per valutare la qualità di un olio di pesce rientrano il valore di perossidi, il valore di anisidina e il TOTOX, che considera complessivamente diversi prodotti dell’ossidazione. Anche la presenza di tocoferoli può contribuire alla protezione dell’olio.
Sono rilevanti inoltre i controlli microbiologici e sui metalli pesanti, insieme a confezionamento, conservazione e rispetto della data di scadenza.
6. Non confondere olio di pesce e olio di fegato di merluzzo
L’olio di pesce viene utilizzato soprattutto come fonte di EPA e DHA. L’olio di fegato di merluzzo può invece apportare anche quantità significative di vitamina A e vitamina D.
Non sono quindi prodotti automaticamente intercambiabili. Chi cerca una dose precisa di EPA e DHA dovrebbe valutare il contenuto dichiarato, mentre la presenza di vitamine liposolubili richiede un controllo ulteriore per evitare apporti non necessari.
Fish Oil Omega 3 Galuja: perché la concentrazione conta
Fish Oil Omega 3 Galuja rappresenta un esempio di formula ad alta concentrazione pensata per chi vuole conoscere con precisione quanto EPA e DHA assume ogni giorno. Il punto di forza non è il semplice quantitativo di olio di pesce, ma la quota effettiva di omega 3 presente in ogni softgel.
Ogni softgel contiene 1200 mg di olio di pesce e apporta:
- 720 mg di omega 3 totali;
- 432 mg di EPA;
- 288 mg di DHA.
EPA e DHA rappresentano quindi il 60% dell’olio contenuto nella capsula. È un dato importante, perché permette di ottenere 720 mg complessivi di EPA e DHA con una sola softgel.
Una capsula supera la quantità giornaliera di EPA e DHA associata alla normale funzione cardiaca e fornisce anche più di 250 mg di DHA, la quantità collegata al mantenimento della normale funzione cerebrale e della normale capacità visiva¹ ² ³.
La concentrazione elevata rende il prodotto particolarmente pratico per chi consuma poco pesce, vuole un apporto giornaliero definito o preferisce raggiungere una quantità significativa di EPA e DHA senza assumere molte capsule.
La posologia indicata è modulabile da una a cinque softgel al giorno:
- 1 softgel: 432 mg di EPA e 288 mg di DHA, per un totale di 720 mg;
- 3 softgel: 1296 mg di EPA e 864 mg di DHA, per un totale di 2160 mg;
- 5 softgel: 2160 mg di EPA e 1440 mg di DHA, per un totale di 3600 mg.
Il prodotto contiene 90 softgel. Con una capsula al giorno, una confezione copre 90 giorni di utilizzo. Le capsule vanno assunte durante i pasti principali con acqua.
La scheda tecnica della materia prima prevede l’aggiunta di tocoferoli misti e definisce limiti precisi per i principali parametri di ossidazione: valore di perossidi non superiore a 5 meq/kg, valore di anisidina non superiore a 15 e TOTOX non superiore a 19. Prevede inoltre limiti massimi di 0,1 ppm per arsenico, piombo e mercurio.
Queste specifiche aggiungono informazioni concrete alla sola concentrazione di EPA e DHA, perché permettono di valutare anche aspetti legati a stabilità, controllo dell’ossidazione e purezza della materia prima.
Le quantità superiori alla dose base non devono essere considerate automaticamente più adatte. Tre o cinque softgel portano l’apporto giornaliero su livelli specifici, che vanno scelti in funzione dell’obiettivo e valutati con il medico quando sono presenti valori ematici alterati, patologie o terapie farmacologiche.
Omega 3: tollerabilità, controindicazioni e cosa sapere
Gli integratori di omega 3 sono ben tollerati. Le sensazioni meno gradevoli segnalate più spesso riguardano soprattutto la digestione e il ritorno del sapore di pesce, più che veri e propri effetti indesiderati.
In alcune persone possono comparire:
- retrogusto o eruttazioni con sapore di pesce;
- senso di pesantezza digestiva;
- feci più morbide, soprattutto quando si utilizzano quantità elevate.
Assumerli durante un pasto, anziché a stomaco vuoto, può rendere l’utilizzo più gradevole. Quando la dose prevede più softgel, distribuirle tra pranzo e cena può migliorare ulteriormente la tollerabilità.
Come per ogni integratore, in caso di patologie in corso, assunzione di farmaci o condizioni particolari, è corretto chiedere il parere del medico prima di iniziare. La stessa cautela vale quando si intendono utilizzare quantità elevate per periodi prolungati.
Conclusioni: cosa conta davvero nella scelta degli omega 3
Gli omega 3 non sono una sostanza unica. ALA, EPA e DHA hanno fonti e caratteristiche differenti. Per valutare un integratore a base di olio di pesce, il dato più importante non è il peso complessivo dell’olio, ma la quantità effettiva di EPA e DHA.
EPA e DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca, mentre il DHA sostiene anche il normale funzionamento del cervello e della vista. A quantità specifiche, EPA e DHA contribuiscono inoltre al mantenimento di normali livelli di trigliceridi e di una normale pressione sanguigna.
Fish Oil Omega 3 Galuja apporta 432 mg di EPA e 288 mg di DHA per softgel, per un totale di 720 mg. È una concentrazione elevata, chiaramente indicata in etichetta e accompagnata da specifiche tecniche relative a ossidazione, metalli pesanti e stabilità della materia prima.
La differenza non la fa la scritta “olio di pesce” da sola, ma quanto EPA e DHA sono realmente presenti, quanto è chiara la dose e quanto il prodotto è coerente con le esigenze della persona.
Domande frequenti sugli omega 3 e sugli integratori
A cosa servono gli omega 3?
EPA e DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca, mentre il DHA sostiene anche il mantenimento della normale funzione cerebrale e della capacità visiva. A quantità giornaliere specifiche, EPA e DHA contribuiscono inoltre al mantenimento di normali livelli di trigliceridi e di una normale pressione sanguigna.
Qual è la differenza tra olio di pesce, EPA e DHA?
L’olio di pesce è la materia prima complessiva e contiene diversi acidi grassi. EPA e DHA sono i due omega 3 marini di maggiore interesse. Un prodotto con 1200 mg di olio di pesce non contiene necessariamente 1200 mg di omega 3: bisogna leggere separatamente EPA e DHA.
Quando è meglio prendere gli omega 3?
È preferibile assumere gli omega 3 durante o subito dopo un pasto principale. Non esiste una differenza determinante tra mattina e sera. La presenza di cibo, soprattutto se il pasto contiene una quota di grassi, può migliorare la tollerabilità e limitare il ritorno del sapore di pesce.
Quanti omega 3 assumere al giorno?
La quantità dipende dall’obiettivo e deve essere calcolata sui milligrammi di EPA e DHA. Per la normale funzione cardiaca sono indicati 250 mg giornalieri complessivi di EPA e DHA. Le quantità più elevate, soprattutto sopra i 2 grammi al giorno, devono essere valutate con il medico.
Come capire se un integratore di omega 3 è concentrato?
Bisogna confrontare i milligrammi di EPA e DHA con la quantità totale di olio di pesce. Un prodotto che apporta 720 mg di EPA e DHA su 1200 mg di olio presenta una concentrazione del 60%. È utile verificare anche quantità per capsula, posologia e chiarezza dell’etichetta.
Gli omega 3 si possono assumere tutti i giorni?
Gli omega 3 possono essere inseriti nella routine quotidiana rispettando la dose indicata. Quando compensano un consumo ridotto di pesce possono essere utilizzati anche con continuità. In presenza di farmaci, patologie o necessità di dosi elevate, durata e quantità devono essere concordate con il medico.
Gli omega 3 hanno controindicazioni?
Sono ben tollerati, ma alcune persone possono percepire retrogusto di pesce, eruttazioni o una maggiore sensibilità digestiva. Assumerli durante i pasti può limitare questi inconvenienti. In caso di patologie, terapie farmacologiche, gravidanza, allattamento o dosi elevate è corretto chiedere il parere del medico.
Riferimenti scientifici e claim
Claim autorizzati e riferimenti scientifici
Claim UE (Reg. 432/2012)
- EPA e DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca. L’effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 250 mg di EPA e DHA. Claim autorizzato UE.
- Il DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale. L’effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 250 mg di DHA. Claim autorizzato UE.
- Il DHA contribuisce al mantenimento della normale capacità visiva. L’effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 250 mg di DHA. Claim autorizzato UE.
- EPA e DHA contribuiscono al mantenimento di livelli normali di trigliceridi nel sangue. L’effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 2 g di EPA e DHA. Non superare il livello di assunzione giornaliera supplementare di 5 g di combinazioni di EPA e DHA. Claim autorizzato UE.
- EPA e DHA contribuiscono al mantenimento di una normale pressione sanguigna. L’effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 3 g di EPA e DHA. Non superare il livello di assunzione giornaliera supplementare di 5 g di combinazioni di EPA e DHA. Claim autorizzato UE.
Riferimenti scientifici
Riferimenti selezionati su ingredienti e assi funzionali coerenti con la formula. Non costituiscono studi clinici sul prodotto finito, salvo diversa indicazione esplicita.
- Skulas-Ray AC, Kris-Etherton PM, Harris WS, et al. Dose-response effects of omega-3 fatty acids on triglycerides, inflammation, and endothelial function in healthy persons with moderate hypertriglyceridemia. Am J Clin Nutr. 2011;93(2):243-252. PMID: 21159789.
- Wang T, Zhang X, Zhou N, et al. Association Between Omega-3 Fatty Acid Intake and Dyslipidemia: A Continuous Dose-Response Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. J Am Heart Assoc. 2023;12(11):e029512. PMID: 37264945.
- Shahinfar H, et al. A systematic review and dose response meta analysis of omega-3 fatty acids supplementation on cognitive function in adults. 2025. PMID: 40836005.
- Kavyani Z, Musazadeh V, Fathi S, et al. Efficacy of the omega-3 fatty acids supplementation on inflammatory biomarkers: An umbrella meta-analysis. Int Immunopharmacol. 2022;111:109104. PMID: 35914448.
Questo contenuto ha finalità informativa e divulgativa. Le informazioni riportate non sono pensate per indicazioni personalizzate: in caso di dubbi, condizioni particolari, terapie in corso, gravidanza o allattamento, è consigliabile confrontarsi con il medico o con un professionista della nutrizione prima di assumere un integratore alimentare.